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SOSTENIBILITÀ 12-11-2019
Ecomondo, AIEL presente agli stati generali della Green Economy
Sul cambiamento climatico cattive notizie e qualcuna buona

In occasione della recente edizione di Ecomondo, fiera di riferimento internazionale per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare che si tiene ogni anno a Rimini, si sono tenuti gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e in collaborazione con Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo Economico.

Quest’anno, il tema al centro della discussione è stato il Green New Deal, la sfida climatica e la bioeconomia circolare, che mira a trasformare le risorse biologiche rinnovabili come la biomassa in prodotti, materiali ed energia, sostituendo le fonti fossili.

Marino Berton, coordinatore strategico di AIEL ha partecipato ai lavori e ne ha tratto una riflessione che sarà pubblicata nell'editoriale della nostra rivista AgriforEnergy, in uscita nei prossimi giorni. Ne anticipiamo i contenuti.

 

Editoriale

«Cresce l’attenzione dell’opinione pubblica sul cambiamento climatico e sulle gravi conseguenze che già possiamo cogliere, ma le risposte concrete sono ancora deboli, incerte, generiche. Abbiamo bisogno da un lato di chiare e coraggiose scelte politiche ma anche di nuove consapevolezze e comportamenti individuali».

Gli Stati Generali della Green Economy che si sono tenuti a Rimini in occasione dell’ultima edizione di Ecomondo hanno affrontato il tema “Green New Deal e sfida climatica obiettivi e percorso al 2030”, occasione per un aggiornamento sulla situazione e sulle prospettive.

Le notizie che abbiamo raccolto e che qui riportiamo in sintesi non sono buone:

- Il sistema energetico mondiale basato sulle fonti fossili sta cambiando troppo lentamente, in oltre 50 anni il fabbisogno energetico da petrolio, gas e carbone è sceso dal 94 all’82%, quindi continuiamo largamente a dipendere da combustibili che sono i primi responsabili dei gas serra e di conseguenza del cambiamento climatico;

- Le rinnovabili nel mondo crescono troppo lentamente, nel 2017 hanno soddisfatto il 18,1 del consumo totale di energia, ma il tasso di crescita è ancora troppo timido;

- Se le attuali condizioni non cambieranno più rapidamente, malgrado gli impegni assunti con l’accordo di Parigi, a fine secolo l’aumento medio della temperatura potrà arrivare a 3° con conseguenze sconvolgenti.

-Dopo tre anni di stabilità le emissioni di CO2 sono cresciute e hanno raggiunto 37,1 miliardi di tonnellate. La concentrazione di CO2 in atmosfera ha superato 413 parti per milione, valore mai conosciuto negli ultimi 800.000 anni;

- Nel 2017 sono stati registrati nel mondo 712 eventi climatici estremi generati dal riscaldamento globale, che hanno causato perdite economiche per 326 miliardi di dollari, il triplo del 2016;

Anche per la realtà italiana le notizie non sono positive:

-Le emissioni di gas serra in Italia non calano da 5 anni e i consumi di energia sono tornati a crescere, ma a fronte di una crescita del PIL dello 0,9% il fabbisogno energetico è cresciuto di quasi il 2%, evidentemente qualcosa non va;

-Negli ultimi 5 anni la crescita delle rinnovabili nazionali si è praticamente fermata, cioè restiamo intorno al 17-18% e non vi sono significativi segnali di sviluppo;

-La spesa nazionale in Ricerca & Sviluppo ambientale è diminuita del 17% dal 2010 al 2017;

-Il consumo di suolo continua a crescere, nel 2018 sono stati consumati altri 51 chilometri quadrati di territorio, in media 14 ettari al giorno;

- Con 644 automobili ogni 1000 abitanti (635 nel 2017) nel 2018 l’Italia è il Paese europeo col tasso più alto di auto. Nei primi otto mesi del 2019 le emissioni medie specifiche delle nuove auto immatricolate sono aumentate a quasi 120 gCO2/km, il 5,5% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa.     

Vi sono però alcuni segnali positivi:

-Trascinati dall’esempio di Greta Thunberg milioni di giovani in tutto il mondo nel 2019 si sono mobilitati, chiedendo un maggiore impegno per il clima. Non sarà una moda passeggera e non si fermeranno. Questo è movimento politico che intende chiedere alla politica impegni precisi ma anche adotta comportamenti e stili di vita più sostenibili. Nei prossimi anni questo impegno sociale dei giovani continuerà a crescere e contaminerà anche le altre generazioni, in un certo senso travolgerà la politica e potrà incidere sulle scelte.

- Per la prima volta dopo anni il disegno di legge di bilancio 2020 contiene novità positive per il green new deal, sono previste risorse finalizzate alla decarbonizzazione dell’economia, all’adattamento e la mitigazione climatica, all’economia circolare e la rigenerazione urbana. Inoltre, è prevista una integrazione del programma «Industria 4.0» per favorire processi di trasformazione tecnologica necessari alla transizione ecologica.

Il disegno di legge prevede anche prime disposizioni di revisione dei sussidi dannosi per l’ambiente e altre norme utili per la green economy. Bisogna sperare che il dibattito parlamentare che ne seguirà non ne riduca la portata ma anzi ne arricchisca i contenuti.

Siamo consapevoli che non è sufficiente una legge di bilancio ma questo è un segnale positivo. È necessario che questo processo si trasformi in un programma lungimirante, coraggioso e almeno decennale, che abbia una visione strategica e strumenti operativi, ma soprattutto sia definito attraverso un processo partecipato a tutti i livelli.

Aiel sarà impegnata convintamente da questa parte.»

Marino Berton - Coordinatore strategico AIEL