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SOSTENIBILITÀ 11-10-2019
Il focus di National Geographic sull`uso sostenibile delle foreste per la produzione di energia e calore

National Geographic ha realizzato una serie di approfondimenti dedicati al tema dell’elettricità e delle fonti energetiche sostenibili.

Un viaggio intrapreso da una delle più grandi istituzioni della divulgazione scientifica al mondo per scoprire come una produzione più sostenibile e pulita di elettricità possa aiutare il pianeta in modi sempre più sorprendenti, in settori che vanno dalla mobilità al riscaldamento domestico o alle costruzioni.

Tra le tante realtà innovative esaminate nell’ambito del progetto, spicca quella austriaca, e, in particolare, l'uso sostenibile delle foreste per la produzione di energia termica ed elettrica rinnovabili.

Secondo National Geographic le nuove tecniche di produzione e gestione delle foreste suggeriscono che gli alberi possano effettivamente svolgere un ruolo chiave per aiutare a produrre la nostra energia: tutto sta nel farlo in modo smart e sostenibile. Per approfondire questo Leslie Dewan, esploratrice e ingegnere nucleare di National Geographic, ha intervistato Christian Rakos, membro dello European Pellet Council, analizzando le norme stringenti che regolamentano il volume annuo dei prelievi di legno in Austria, in modo da garantire che ogni anno ne venga tagliato meno di quanto ne ricresca.

La lavorazione del legno segue inoltre il principio della “lavorazione a cascata”: la parte più preziosa dell'albero – il tronco – è convertita in prodotti impiegati solitamente per costruzioni o mobili, aiutando a ridurre la dipendenza del settore edile dall'acciaio grazie a prodotti come i pannelli in legno lamellare (Cross Laminated Timber, CLT). Gli scarti di queste produzioni sono poi recuperati e sfruttati per il riutilizzo energetico, come avviene nello stabilimento della famiglia Binder, situato vicino a Innsbruck. I residui provenienti da altre lavorazioni sono convertiti termicamente in eco-elettricità e calore, che vengono utilizzati per essiccare i trucioli per la produzione di pellet. La maggior parte dell'elettricità ecologica generata nello stabilimento viene poi immessa nella rete pubblica, supportando 12.000 abitazioni locali e fornendo acqua calda per un intero villaggio nelle vicinanze.

Secondo National Geographic, un’altra pratica importante è il turn-over tecnologico: la sostituzione di una vecchia caldaia a legna o carbone con un impianto moderno equivalente a combustione di legna, cippato o pellet, può ridurre le emissioni di circa il 90%. Un altro vantaggio di questa tecnologia è che le moderne caldaie a biomassa si distinguono per la loro facilità d'uso e pulizia. Tutto ciò sta favorendo la crescente popolarità di questi impianti non solo in Austria, ma anche in Germania, Italia, Francia e Regno Unito. 

La chiave per rendere davvero il legno parte della soluzione per contrastare i cambiamenti climatici si basa sull'implementazione delle buone pratiche a livello globale. Una buona notizia viene dal fatto che questo approccio possa essere adattato a specifiche esigenze geografiche e strategiche. In Uganda, ad esempio, dove la copertura forestale è diminuita a causa dell'uso di carbone e legna da ardere, si sta progettando una stufa a pellet che utilizza frammenti di buccia di riso anziché corteccia e segatura.

Allo stesso modo, in Cina - dove i problemi di inquinamento sono stati causati principalmente dalla dipendenza dal carbone - i ricercatori stanno ora approfondendo il progetto di un impianto pilota a pellet alimentato con paglia di scarto, che dovrebbe essere completato alla fine del 2019.

                                                                            

Scopri il progetto Electric Earth di National Geographic